La storia del valoroso cavaliere Valefor e dei suoi coraggiosi amici

 

Molto tempo fa il regno di Ligolas viveva in pace, governato da un Re ed una Regina molto amati dal popolo per la loro generosità e bontà. Purtroppo tra i nobili del regno si nascondeva un crudele mago di nome Bastack.

Una sera a palazzo si tenne una sontuosa festa per celebrare il compleanno della Regina, tutti i nobili furono invitati e, data l’occasione speciale, le porte della reggia ed i suoi magnifici giardini furono aperti anche al popolo.

Durante la festa il Re non si sentì bene e così il mago approfittò della confusione per rubare i preziosi gioielli indossati dalla regina, poi fuggì in groppa al suo uccello fatato Grifone, seminando terrore tra gli invitati e lasciando la Regina in fin di vita.

Passato qualche giorno - la Regina si era miracolosamente ripresa - il Re convocò un valoroso cavaliere di nome Valefor,

gli chiese di recuperare il gioiello e di fare in modo che quel mago crudele non facesse più del male a nessuno, in cambio Valefor avrebbe ricevuto oro ed il titolo di comandante delle guardie reali.

- Sire, partirei anche senza le vostre promesse, la giustizia e la pace devono tornare a Ligolas! – disse Valefor, confermando la fama di uomo generoso

e giusto di cui godeva.

 Il cavaliere partì con il cavallo Fulmine e la fata consigliera Lulu, che lo accompagnava in tutte le sue imprese,

lo seguì anche il suo fedele amico Fatimha con la fidanzata Yuna. I cinque si diressero verso la Foresta Magica che si trovava ai confini di Ligolas.

 Arrivati alle soglie della foresta la Fata  mise in guardia  Valefor: - Mio signore siate prudente perché nella foresta ci sono tanti pericoli. Yuna e Fatimha erano spaventati, le parole di Lulu suonavano come un brutto presagio, ma Valefor li incoraggiò: - Quell’uomo crudele deve smettere di fare del male, solo noi possiamo impedirglielo, non dobbiamo lasciarci sopraffare dalla paura! -

Così si addentrarono nel fitto groviglio di alberi. Dopo aver percorso un po’ di strada Yuna e Fatimha si resero conto di aver perso le tracce di Valefor e Lulu. Quando anche Valefor si accorse di aver smarrito i gli amici, Lulu lo tranquillizzò dicendogli che i due potevano cavarsela da soli.

In groppa a Fulmine, veloce come il vento, Valefor e Lulu arrivarono davanti una casa:

Cosa ci fa una casa nella fitta Foresta Magica? - si chiese Valefor. Dal piccolo uscio sbucò un uomo: - Cosa volete? – gridò.

Valefor gli chiese il suo nome, quello rispose – Mi chiamo Ifrit e sono il guardiano della Foresta; ma voi, piuttosto, chi siete?

- Mi chiamo Valefor, vengo da Ligolas, questi sono la fata consigliera Lulu ed il mio cavallo Fulmine, veloce come il vento.

- Venite con intenzioni pacifiche? – chiese Ifrit.

- Cerchiamo Bastack, il temibile mago che si nasconde in questa foresta,  che semina terrore nel mio regno.

- Era ora! Qualcuno deve pur fermare quel delinquente. Vi aiuterò a patto che voi non danneggiate la mia foresta

Nel frattempo Yuna e Fatimha avevano camminato a lungo, nella speranza di ritrovare i loro compagni di avventura, decisero così di riposare ed entrarono in una grotta, per ripararsi dal freddo. Il loro ingresso fu accolto da un verso terribile, simile ad un ruggito, la grotta era terribilmente buia così Yuna terrorizzata accese un fiammifero: i due ragazzi non credevano ailoro occhi, la grotta era abitata da un terribile drago alato.                    

Come vi chiamate? – chiese la terrificante creatura.

- Siamo Fatimha e Yuna – risposero i due in coro, per farsi coraggio – E tu, maestoso drago, come ti chiami? – domandò Yuna con un filo di voce.

- Sono Ixson! – esclamò con voce potente il drago e aggiunse – Che bei nomi avete voi due, ragazzi.

 

- Il drago nonostante l’aspetto sembra un essere mite – disse Fatimha rincuorato.

Così, tranquillizzati, i due fidanzati chiesero ad Ixson se poteva aiutarli a raggiungere il castello di Bastack.

Non posso muovermi – rispose Ixson – Sono incastrato in questa grotta, proprio a causa di un incantesimo di quel mago crudele. Non preoccuparti ti aiuteremo noi! - disse Yuna. Per fortuna Lulu aveva lasciato loro una pietra magica , in grado di sciogliere i malefici di Bastack, quale occasione migliore per sperimentarne il potere? Fatimha lanciò la pietra verso il drago che fu liberato all’istante.

Il drago, pur essendo grande e grosso, aveva paura delle magie del mago, nonostante ciò decise di mostrare la sua gratitudine così fece salire i due ragazzi in groppa e li condusse al castello. Quando vi giunsero vi trovarono anche Valefor e Lulu con Ifrit. Valefor vedendoli esultò: - Eccoli! Sono loro, i nostri Yuna e Fatimha, sani e salvi!

- Eravamo preoccupati per voi – disse Yuna, poi continuò – Questo è Ixson, ci ha trasportati qui e ci aiuterà a cacciare Bastack.

- E questo è Ifrit, ci  ha aiutati a trovare la strada per il castello. Non ci resta che entrare e affrontare l’ultima sfida con Bastack – aggiunse Valefor. Quando il mago li vide urlò: - Cosa credete di fare, sciocchi? Pensate di sconfiggermi? Provateci! Lo scontro cominciò: Valefor sfoderò la spada e si avventò sul mago,il suo intento era ridurlo all’impotenza, non ucciderlo; Fatimha lanciò la pietra magica di Lulu e la fata  pronunciò una formula magica che rese Bastack incapace di fare qualunque maleficio, Yuna combattè con le mani, Ixson lanciò fiamme tutt’intorno per distruggere il castello, Ifrit brandiva un bastone.

Privato dei suoi poteri magici, Bastack ferì Valefor con un coltello che, nonostante la ferita, assestò il colpo finale al mago che svenne. Bastack era stato ridotto all’impotenza, il piccolo esercito di Valefor si riappropriò dei gioielli rubati e fece ritorno a Ligolas, dove fu accolto in trionfo.- Mio signore – disse Valefor al re – Con l’aiuto dei miei amici abbiamo recuperato i gioielli della regina, Bastack è stato sconfitto, non farà più male a nessuno

Il re ricompensò Ligolas, gli donò l’oro promesso, gli diede il titolo di capo delle guardie reali, i suoi amici  furono nominati guardiani del regno; Valefor non smentì la sua fama di uomo generoso, distribuì una parte dell’oro ai più bisognosi, divise il resto con i suoi compagni d’avventura.

La pace e la legalità finalmente erano tornati a Ligolas.

 

La morale è che non deve mai mancare il coraggio di affrontare il male e sconfiggerlo