PEDROS,
CANE CORAGGIOSO
Molto
tempo fa esisteva Ossolandia, un paese abitato da soli cani. Tra questi
ce n’era uno intelligente e pacifico di nome Pedros, e uno che lo
invidiava molto per la sua intelligenza, il suo nome era Zagar.
Zagar
era molto aggressivo, infatti quando vedeva Pedros lo attaccava
sempre.Un giorno lo minacciò e poi gli saltò addosso cercando di
morderlo alla gola. Pedros fu costretto a reagire, per difendersi. Un
altro cane, amico di Pedros, seguì terrorizzato il terribile scontro
nascosto dietro una pianta e non ebbe il coraggio di intervenire per
aiutarlo, pur vedendolo in difficoltà.

Lo
scontro finì, Pedros riuscì miracolosamente ad avere la meglio, ma era
gravemente ferito. La povera bestia si trascinò per molte ore in cerca
di un rifugio quando, quasi moribondo, incontrò un contadino vestito di
stracci che, molto generosamente, lo raccolse e lo curò amorevolmente.
Una
volta guarito Pedros non ebbe il coraggio di abbandonare Sampodan –
questo era il nome del suo salvatore- così decise di restare con lui,
anche se l’uomo era talmente povero da non riuscire a mangiare più di
un misero pasto al giorno.

Qualche
anno dopo Sampodan si ammalò; un giorno Pedros, disperato perché vedeva
il suo padrone soffrire, uscì in cerca di aiuto. Per fortuna incontrò un
medico che si offrì di seguirlo alla capanna; l’uomo curò il povero
contadino e prima di andarsene gli prescrisse una medicina da prendere in caso di emergenza.
Sampodan
era molto povero e l’unico modo per ricompensare il dottore era
chiedergli di restare e con lui e Pedros e dividere con loro la misera
cena. Ma il medico, gentilmente, rifiutò dicendo che doveva andare a
curare i bambini di un orfanotrofio colpiti da uno strano virus.

Riacquistate
le forze Sampodan ritornò al suo lavoro di contadino; un giorno, ricevuta
la paga settimanale decise di andare a giocare un biglietto della lotteria
nella speranza di vincere qualche soldino.Alla lotteria incontrò un
signore che gli sorrise e gli consigliò di giocare tre numeri,
assicurandogli che avrebbe vinto.
E
così fu! Una cascata di soldi arrivò alla povera capanna di Sampodan e
Pedros.

Il
contadino non stava più nei panni dalla gioia: lui ed il suo fedele amico
non avrebbero più sofferto la fame, non avrebbe più dovuto spaccarsi la
schiena nei campi per pochi spiccioli; non avrebbero più dovuto abitare
quella capanna, gelida d’inverno,
troppo calda d’estate.
Sampodan
acquistò un enorme castello con dieci servitori, per mesi condusse una
vita all’insegna del lusso sfrenato, cibo e dolci in abbondanza, abiti
nuovi e lussuosi, una bellissima cuccia per Pedros, una limousine con
chauffeur…
Eppure
qualcosa non andava … Ormai non gli mancava niente … allora cos’era
quel vuoto che sentiva nel profondo del suo cuore? 
Ci
pensò un po’ e capì che la sua felicità sarebbe stata completa solo
se avesse fatto qualcosa per chi aveva bisogno, non aveva dimenticato
quanto era terribile vivere nella povertà.
Decise
così di donare una parte della sua vincita al medico che lo aveva salvato
perché aiutasse i suoi orfanelli. In quel modo il dottore potè aiutare
tanti bambini bisognosi e Sampodan curò il male che tormentava la sua
anima e che ancora affligge quella di tanti uomini: l’egoismo.
Da
quel giorno la vita di Sampodan fu più piena e felice … e pensare che
questa catena di solidarietà era cominciata a causa della cattiveria di
Zagar!
Anche
dal male può nascere qualcosa di buono!
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