''IL SILENZIO DEI VIVI'' Elisa Springer

Marzo 1938.Vienna, dopo l'annessione dell'Austria alla Germania,''Elisa Springer'' diciottenne di religione ebraica, ritenuta colpevole dalle ideologie naziste di non appartenere al ''popolo eletto''quale quello tedesco, si ritrova faccia a faccia con se stessa, a lottare col proprio orgoglio e la propria dignità, divisa tra ricordi e sofferenze, costretta a sfuggire per mezza Europa dalle violenze e repressioni naziste. La sua agghiacciante testimonianza dei fatti vissuti, racchiusi tra le pagine di questo libro, ci regalano intense sensazioni che immergono il lettore nella triste e angosciosa realtà della persecuzione antisemita, dell'orrore dei lager, della disperazione, della forza e del coraggio di una donna che non ha mai smesso di sperare,del suo forte attaccamento alla vita, rabbia per una vita strappata e mai più restituita.

                                                      Eligiano Giovanni V C M. Curie



Elisa Springer nasce a Vienna nel 1918 da una famiglia di commercianti ebrei. Con le persecuzioni ebraiche in Austria, Elisa decide di rifugiarsi in Italia, dove si trasferisce nel 1940. Denunciata alle SS da una donna italiana, viene arrestata e deportata ad Auschwitz, "deserto di morte senza speranza". All'età di ventisei anni, Elisa vive le atrocità del regime nazista, cominciando un raccapricciante cammino verso la spersonalizzazione, vittima di un mondo che "stava perdendo il suo io, il suo Dio". Tuttavia la forza fisica e spirituale della donna ne rivelano una capacità di resistenza straordinaria, un bisogno incontenibile di credere ancora nella vita, nonostante il supplizio di quei giorni. Elisa sopravvive e costruisce una nuova vita in Italia. Come molti altri reduci dai campi di sterminio, vive, decide di soffocare il suo dolore nel silenzio: per paura di non essere accettata nasconde sotto un cerotto il marchio tatuato nel campo di Auschwitz sull'avambraccio sinistro. La paura di sentirsi diversa, osservata da chi, non potendo comprendere a pieno il significato di quell'esperienza, rispondeva con scherno e indifferenza, la portano a tacere fino a che Silvio, il figlio di vent'anni, volendo capire il passato della madre, la interroga cercando verità fino ad allora represse. Elisa decide così, all'età di settantotto anni, di parlare "per non dimenticare a quali aberrazioni può condurre l'odio razziale e l'intolleranza, non il rito del ricordo, ma la cultura della memoria". Il racconto dei giorni trascorsi nei lager, redatto in italiano, non solo rende giustizia ai martiri che ne fecero esperienza, non solo permette a Elisa di riacquistare un'identità celata ormai da cinquant'anni, ma parla anche alla coscienza di ogni suo lettore. Inno alla forza della vita, le parole di questa donna non lasciano spazio all'incredulità e all'indifferenza; lucido ricordo di una vita dominata dal silenzio, il libro di Elisa Springer diventa testimonianza di un passato, anche italiano, da non rimuovere.                               

                                                                                                                GENNARO CASTIELLO VC

Durante il secondo conflitto mondiale dopo l’annessione dell’Austria alla Germania tra i migliaia di ebrei perseguitati, c’era anche lei: Elisa Springer ebrea di origini ungariche, che oggi, all’età di 78 anni ha deciso di raccontare la storia della sua vita, una vita movimentata, piena di peripezie, di momenti angoscianti e di speranza di vivere dove E.S. fa capire come assurdamente un uomo è capace di tanta atrocità nei confronti di un altro uomo.In questa sofferente storia, purtroppo vera, il lettore viene accompagnato a vedere un pezzo di storia dall’interno,così egli può vivere e “vedere” momenti di rabbia, di compassione, di voglia di vivere e alla fine sperando e soprattutto può arrivare alla conclusione di voler vivere in pace.

Nikolla Klajdi 5ª C

                    I.T.I. Marie Curie 


 

…perché i giovani sappiano,capiscano e comprendano;

è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta,per farci uscire dall’oscurità e costruire un mondo migliore senza odio né barriere.Un mondo in cui uomini liberi,capaci e non schiavi della propria intolleranza,abbattendo i confini del proprio egoismo,avranno restituito,alla vita e a tutti gli altri uomini,il significato della parola Libertà….per comprendere perché tanti milioni di innocenti,sono nati “solo”per morire.  (da “Il silenzio dei vivi “ di Elisa Springer)