PROGETTO EDUCAZIONE AMBIENTALE

 

PREMESSA

Nel mondo è sempre più forte la consapevolezza che il concetto di sviluppo è strettamente collegato a quello della "sostenibilità ambientale " visto come vincolo per la qualità dello sviluppo stesso.
La Conferenza di Rio, svoltasi nel 1992, coronò l'emergere delle questioni ambientali come grande tema delle politiche nazionali e internazionali, affermando la necessità di un governo globale su questioni ambientali planetarie come l'effetto serra,l'acidificazione,la riduzione dello strato di ozono, la tutela della biodiversità. Inoltre affermò anche la necessità di integrare gli obiettivi di tutela delle risorse e della qualità ambientale sia nelle politiche territoriali ed economiche nazionali (e locali), sia nelle strategie produttive dei gruppi economici. 

Dieci anni dopo, la Conferenza di Johannesburg 2002 ha assunto la responsabilità collettiva di promuovere e rafforzare i tre pilastri inseparabili dello sviluppo sostenibile, la protezione dell’ambiente e lo sviluppo economico e sociale, a livello locale, nazionale, continentale e globale.

La sostenibilità ambientale dello sviluppo è, dunque, un fattore attorno a cui ripensare il grado di libertà dell'uomo nei confronti dell'ambiente e del futuro, che conduce alla necessità di costruire una nuova cultura della cura e della partecipazione, dando all'idea stessa di libertà nuovi valori che trasformino il vincolo della sostenibilità in un fattore di riequilibrio, di ricerca della qualità nella vita degli individui e nel funzionamento dei sistemi, di giustizia e di pace.

 

Giorgio Nebbia  ('Lo sviluppo sostenibile', Edizioni Cultura della Pace, Firenze 1991) 

"La costruzione di uno sviluppo sostenibile e la pace si conquistano soltanto con la giustizia nell'uso dei beni della Terra, unica nostra casa comune nello spazio, con una giustizia planetaria per un uomo planetario, [Ernesto Balducci]. Senza giustizia nell'uso dei beni comuni della casa comune, del pianeta Terra, non ci sarà mai pace". 


Dalla Dichiarazione di Johannesburg 2002:

.... i bambini del mondo ci hanno detto con voce semplice ma chiara che il futuro appartiene a loro, sfidandoci ad assicurare loro, attraverso le nostre azioni, l’eredità di un mondo libero dalle indegnità e dalle indecenze provocate dalla povertà, dal degrado ambientale e da modelli di sviluppo insostenibile. Come parte della nostra risposta a quei bambini, che rappresentano il nostro futuro collettivo, tutti noi, provenienti da ogni angolo del mondo e con diverse esperienze di vita, siamo uniti e mossi da una necessità profondamente sentita ed urgente di creare un nuovo e più luminoso mondo di speranza...

 

L'Educazione Ambientale nella scuola viene realizzata attraverso tre tipologie di attività:

  • attività di sensibilizzazione ( mostre, incontri, filmati...)

  • attività di conoscenza dei processi e degli elementi naturali (prevale la componente studio)

  • attività di interventi per contribuire alla soluzione di problemi ambientali: riciclaggio, risanamento ambientale, ecc.

I percorsi di E.A. privilegiano un contenuto etico ambientale e si collocano  nell'ambito dell'educazione alla conoscenza mirando:
- alla costruzione di una maggiore consapevolezza della coerenza tra l'agire e il sapere;
operando su problemi che fanno parte del vissuto dei bambini quali:
- la valorizzazione e il recupero del patrimonio naturale, artistico e culturale
- l'acquisizione di conoscenze per sviluppare la capacità di star bene con se stessi, con gli altri, con la natura che ci circonda.

Dal punto di vista metodologico l'azione didattica si basa sul metodo della ricerca, dell'operatività, del lavoro sul campo, lungo percorsi trasversali alle singole discipline (interdisciplinarità) che richiedono spirito esplorativo, modificazione dei ruoli tradizionali di insegnamento-apprendimento, flessibilità del percorso,dell'organizzazione e delle strutture scolastiche.

 

OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO

 

-Promuovere percorsi ed approfondimenti scientifici sulla conoscenza delle tematiche relative all'ambiente, riconducibili a due assi forti di una cultura orientata al futuro: 

  • il rapporto locale-globale, vicino-lontano e il binomio consumismo- sviluppo sostenibile

-Favorire lo sviluppo di conoscenze, valori e comportamenti atti a costruire una maggiore consapevolezza della coerenza tra l'agire e il sapere, attraverso l'assunzione di responsabilità e la capacità di fare scelte.
- Promuovere, nel processo educativo dell'alunno, lo sviluppo di una mentalità capace di pensare per relazioni, in una visione sistemica dell'ambiente e di ispirare le proprie azioni al " senso del limite"

 

OBIETTIVI FORMATIVI

 

1.Sviluppare la cultura della cura e della partecipazione finalizzata al miglioramento del proprio territorio  (formare alla cittadinanza attiva )
2. Rafforzare il rapporto tra scuola e comunità locale nell'ottica della riscoperta delle proprie radici e del senso  di appartenenza ( formare all'identità adulta)
3. Contrastare i fenomeni di disaffezione al patrimonio naturale, artistico e culturale
4. Sviluppare la capacità di immaginare una realtà diversa da quella attuale e di elaborare progetti
5. Maturare una concezione dell'ambiente come sistema dinamico, suscettibile di cambiamenti
6. Conoscere i costi ambientali dello sviluppo attraverso una riflessione sul " modello di sviluppo" attuale

 
CONTENUTI

 

- La valorizzazione e la riqualificazione del patrimonio naturale, artistico e culturale del territorio
- Il problema dello smaltimento dei rifiuti
- Il riciclaggio dei materiali
- Interdipendenza NORD- SUD : universalità del problema ambiente
- L'influenza dello sviluppo economico sull'ambiente ( inquinamento, effetto serra,

   problema dell'ozono,deforestazione- desertificazione, ecc. )
- Le energie alternative

 

ATTIVITA'


- Visione di diapositive e immagini fisse
- Proiezione di filmati didattici
- Consultazione di materiale-documentazione informativo -diversificato
- Lavoro sul campo
- Laboratori
- Esposizione di mostre degli elaborati, dei prodotti e dei risultati del lavoro degli alunni

 

  METODOLOGIA


L'INDUZIONE che, attraverso la presentazione teorica delle tematiche, punti alla enucleazione dei problemi servendosi del dibattito e dello studio
La RICERCAZIONE che, attraverso la consultazione di documenti, il dialogo con esperti, la visione di immagini specifiche, il confronto e la comparazione dei dati, strutturi l'impostazione degli interventi informativi-formativi
L'OPERATIVITA' che, attraverso i laboratori, i giochi, il lavoro sul campo, punti alla realizzazione di elaborati, prodotti e interventi concreti sul territorio.